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Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Fiammetta
Tema centrale: amori finiti in tragedia
Schema narrativo:
Tancredi, Principe di Salerno, ha una figlia,Ghismonda, molto amata e la
fa sposare al figlio del Duca di Capua, ma lei rimane vedova e torna da
lui.
Tancredi non cerca più un marito per la figlia, ma lei vuole qualcuno da
amare e lo cerca a corte.
Ghismonda si innamora, ricambiata, di Guiscardo, un giovane di nobili
costumi ma povero.
I due cominciano ad incontrarsi segretamente nella stanza di lei.
Guiscardo, per entrare nel castello, passa per una grotta sotterranea
collegata ad una stanza di questo attraverso un passaggio segreto.
Un pomeriggio Tancredi si reca nella stanza della figlia, non la trova e
si addormenta in un angolino. Quando arriva Ghismonda non si accorge di
lui e fa entrare tranquillamente Guiscardo e giace con lui.
Tancredi li sente, ma decide di non uscire per non mettere in imbarazzo la
figlia, e quindi non si muove, lascia uscire i due e poi esce indisturbato
dalla stanza.
Il giorno seguente Tancredi fa imprigionare Guiscardo e parla con
Ghismonda rivelandogli di averla scoperta.
Ghismonda non si difende, anzi dichiara tutto il suo amore per Guiscardo
ed incolpa il padre per averla "costretta" a questi sotterfugi per
incontrare il suo amante solo perché lui non voleva più maritarla.
Tancredi resta impressionato da questa sua dichiarazione, ma è
irremovibile: fa uccidere Guiscardo e si fa portare il suo cuore, lo mette
in una coppa e lo fa portare a Ghismunda.
Ghismunda si dispera e giura che raggiungerà Guiscardo per riunire le loro
anime, poi riempie la coppa del siero velenoso di alcune piante e si
avvelena.
Arriva Tancredi e si mette a piangere, Ghismunda gli dice che è inutile
piangere per quello che si è desiderato e gli chiede di essere sepolta con
il suo amore e poi muore.
Figura della donna e concetto di amore:
La figura della donna che emerge da questa novella è molto forte, infatti
Ghismunda dimostra delle capacità quali la capacità di ascoltare e di
dominare le parole, quella di architettare intelligentemente le sue mosse
e quella di sopportare coraggiosamente e dignitosamente la sventura (ne è
un tipico esempio il colloquio col padre) che la rendono molto simile ad
un eroe e rivelano il suo ruolo fondamentale nel rapporto amoroso, in
effetti, è lei che sceglie Guiscardo, lei che prende l'iniziativa e sempre
lei che architetta mille sotterfugi per soddisfare il proprio desiderio.
Per effetto di questa supremazia l'uomo svolge un ruolo subordinato alla
donna amata, infatti a lui spetta solo il compito di recarsi agli
appuntamenti (in questa particolare situazione non era un compito facile)
e di soddisfare i desideri di lei.
Questo schema ricalca fedelmente il modello dell'amor cortese e ne
riprende tutte le sue caratteristiche.
Tornando alla figura femminile trattata dal Boccaccio in questa novella,
essa si presenta come dominatrice e rivela virtù quali la fermezza, la
coerenza, la sincerità, la dignità che superano quelle del padre infatti
dal confronto con la figlia Tancredi esce decisamente perdente sia per la
sua fragilità che per la sua codardia, e anche per la sua grande
incoerenza (prima provoca la morte della figlia amata e poi la piange
disperato). |