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Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Dioneo
Tema centrale: l'importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Fra' Cipolla era un frate di S. Antonio che andava a riscuotere le
elemosine a Certaldo; egli non era colto, ma aveva una grande capacità
retorica.
Una Domenica fra' Cipolla annuncia che alle tre del pomeriggio, durante la
predicazione, avrebbe mostrato una piuma dell'Arcangelo Gabriele cadutagli
durante l'annunciazione.
Giovanni del Bragoniere e Biagio Pizzini decidono di fare uno scherzo al
frate: vogliono rubargli la piuma per vedere come si trarrà d'impaccio
davanti al paese.
Fra' Cipolla dice al suo servo, Guccio Imbratta, di curare attentamente i
suoi bagagli durante il pranzo, ma Guccio, che era un inetto, corteggia la
cuoca lasciando le borse incustodite.
Giovanni e Biagio, non visti, entrano nella stanza del frate e rubano la
piuma lasciando al suo posto un po' di carbone.
Alle tre la chiesa è piena di gente che vuole vedere a piuma. Fra' Cipolla
comincia la sua predica, poi apre la cassetta e trova il carbone. Preso
alla sprovvista egli chiude nuovamente la cassetta e comincia a narrare
dei suoi viaggi in Oriente.
Egli, dopo un lungo pellegrinaggio, era arrivato a Gerusalemme dove il
patriarca decide di mostrargli tutte le reliquie e di donargliene alcune
tra le quali i carboni che arsero vivo S. Lorenzo. Quei carboni erano
riposti in una cassetta uguale a quella della piuma dell'Arcangelo e
quindi lui le aveva scambiate, ma era stato Dio a volere quello scambio
per ricordare a tutti che dopo 2 giorni sarebbe ricorsa la festa di S.
Lorenzo. Fra' Cipolla, inoltre, aggiunge che quei carboni avevano la
proprietà di scacciare gli incendi.
Tutti i fedeli credono alla "leggenda" e fanno grandi offerte per evitare
gli incendi.
Dopo la predica Giovanni e Biagio restituiscono la piuma al frate
raccontandogli tutta la vicenda con ammirazione per la sua capacità di
improvvisazione.
Caratterizzazione dei personaggi:
Fra' Cipolla: basso, capelli rossi, viso sempre sorridente, non colto ma
grande oratore, simpatico a tutto il villaggio.
Guccio Imbratta: tardo, sudicio, bugiardo, negligente, disubbidiente,
maldicente, trascurato, smemorato e scostumato.
Funzione della parola:
In questa novella vi è una dimostrazione lampante di come la conoscenza
della retorica sia importante per poter "incantare" la popolazione,
soprattutto se il livello culturale è molto basso come in questo caso, e
"manovrarla" secondo i propri desideri o bisogni. Inoltre la capacità di
parlare è importante anche per trarsi d'impaccio nelle situazioni più
difficili. |