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Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Filostrato
Tema centrale: Beffe fatte dalle donne agli uomini, dagli uomini alle
donne o tra uomini.
Schema narrativo:
A Firenze era consuetudine chiamare dei podestà marchigiani per governare
il Comune e questi si solitamente portavano con sé degli uomini di fiducia
che sembravano più dei contadini che degli uomini di legge.
Un giorno arrivò a Firenze come avvocato Nicola di Santelpidio, che, per
la sua stupidità, somigliava più ad un fabbro che ad un avvocato, e
cominciò ad amministrare la giustizia.
Maso del Saggio, un giorno, andò ad assistere ad un dibattimento e pensò
subito di fare uno scherzo a quel giudice che sembrava un babbeo; così
esce e trova due suoi amici (Ribi e Matteuzzo) con i quali studia un piano
per togliere i pantaloni del giudice, che erano molto larghi, durante
un'udienza.
La mattina successiva Matteuzzo si infila sotto il seggio del giudice,
mentre gli altri due amici cominciano ad importunarlo accusandosi a
vicenda: quando il giudice, esasperato, si alza in piedi per chiedere il
silenzio, Matteuzzo infila una mano in una fessura della pedana e tira giù
i pantaloni del giudice, che, stretto tra i due "contendenti", non riesce
nemmeno a sedersi scatenando l'ilarità generale.
Dopo lo scherzo i tre amici scapparono per evitare guai, il giudice si
arrabbiò molto ed il podestà minacciò gravi pene per gli autori dello
scellerato gesto, ma si calmò quando gli fecero notare che la colpa di
tutto era solo sua che portava dei giudici ignoranti solo per pagarli
poco. |